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SALA ESPOSITIVA BIPIELLE CITY

inaugurazione sabato 25 maggio ore 11


 dal 25 maggio al 9 giugno 2002

La visione "preziosa" nella vicenda artistica di Vito Melotto

A ccade sovente che nelle opere di pittura emergano memorie inconsapevoli, a volte frammenti di una dimensione, culturale più spesso che reale, dimenticata, a modificare la realtà oggettiva, quella che funge, con la sua presenza viva, da stimolo, da motivo o suggestione di partenza. Accade sovente che la cultura, imma-gazzinata nei ricordi, trattenuta sotto la soglia della coscienza, lieviti inavvertita e prenda il sopravvento sull'immagine referenziale, soste-nendo l'artista nella sua quotidiana fatica di creare immagini, la cui novità appare incomprensibile se comparata alla sola realtà. Così ac-cade in molti; così è esemplarmente leggibile in Vito Melotto, che propone l'ultimo ventennio espressivo (o poco più) del suo percorso, attraverso una sintesi che non ne inquadra tutte le componenti, tutti gli aspetti stilistici -ogni quadro è una storia-, me ne chiarisce almeno l'essenza poetica complessiva. Tutta la lunga vicenda di Melotto -nato nel Veronese nel 1928- si inquadra alla luce di questa ambivalenza: di una immagine dello sguardo, da cui non sa o non vuole uscire, rappresentazione, finestra sul mondo, che è inevitabile stimolo, alimento continuo della propria esperienza di pittore; e di una sottesa presenza della cultura, che permane sotterranea, sostrato inevitabile in ogni confronto pittorico. Costituita e basata sulla tradizione veneta, appresa nella stagione formativa sui banchi della "Cignaroli" di Verona, la sua pittura si è venuta modificando, spegnendosi verso i toni del grigio verrebbe da dire, per l'acquisita consapevolezza della storia lombarda, entrata nel suo patrimonio genetico per vita diretta e vissuta. Da mezzo secolo, da quando la sua vicenda biografica lo ha portato, in forme definitive, a Milano (nel 1952, a 24 anni), nella sua esperienza artistica le due dimensioni padane, che guardano alla materia "commovente" come sostegno ineludibile della poesia e alla solarità cromatica come portato espressivo, si sono lentamente fuse nel suo mondo poetico, sintesi felice ed estrema di due diverse -e per certi aspetti anche divergenti- espressioni linguistiche. (…)

Dalla presentazione in catalogo Mauro Corradini


VITO MELOTTO
solarità cromatica