MARCELLO MALANDUGNO
Memoria e sacralità della
natura
Dal
4 al 27 settembre 2025Inaugurazione
sabato 6 settembre alle 18.30
Testo critico in catalogo e presentazione
in galleria di ELENA PONTIGGIA
Dal 4
al 27 settembre
la Galleria Ponte Rosso presenta la mostra di arte contemporanea dal titolo:
Memoria e sacralità della natura,
personale dell’artista Marcello Malandugno.
Giovedì 4 settembre
la mostra aprirà ufficialmente al pubblico (dalle 15 alle 19),
l’inaugurazione con l’intervento critico di Elena Pontiggia, alla presenza
dell’artista, è prevista per
sabato
6 settembre
alle ore 18.30.
In
questa nuova mostra personale alla Ponte Rosso l’artista presenta una
selezione di opere (oli e tecniche miste) realizzate in anni recenti
(numerose in questo 2025). Sono esposti i dipinti dei cicli pittorici a cui
Malandugno dedica la sua ricerca artistica, come i Reliquati, le Offerte, i
Totem, le Ipotesi di paesaggio e gli Oracoli, ampiamente rappresentati nel
ricco catalogo che accompagna la mostra.
Scrive
Elena Pontiggia nella presentazione in catalogo:
(…) “la pittura di Marcello Malandugno ci invita, come poche altre,
a osservare, per così dire, la quantità di memoria che si è depositata in un
fossile, in una conchiglia, in una foglia. La natura non è allora, come
pensavano gli impressionisti, qualcosa che si vede, ma qualcosa che si
rivela. Tra i rami, le radici, le erbe, in una cava, in una torbiera, in un
campo appare improvvisamente un lacerto di pelle, la cartilagine di una
foglia, una reliquia vegetale che ci allontana dal tempo degli orologi e
delle sveglie, e ci trasporta in territori dove il tempo ha una misura
lenta, millenaria. E’ il tempo non del qui e ora, della concitazione
ansiosa, delle agende e degli appuntamenti, ma è il tempo degli strati della
crosta terrestre, delle forme di vita vissute migliaia di anni fa. E’ un
tempo che si ferma perché, come diceva de Chirico citando Eraclito, “sulla
grande curva dell'eternità il passato è uguale all'avvenire”.
Nei quadri di Malandugno i fossili e i fiori, il reperto geologico
e il ramo di un arbusto sono rinchiusi nello stesso cerchio di ore immobili.
Fossile, da “fodere”,"scavare”, è ciò che resta del mistero della natura e
la pittura dell’artista ci invita a scoprirlo, anzi a sentirlo vivo come in
un incantesimo. L’artista rappresenta, insomma, una natura antica, che
riaffiora da una lontananza di secoli, e però ha l’immediatezza e la
freschezza di un mattino recente.”
Marcello Malandugno
è nato a Nardò nel 1965 dove vive e lavora. Dai primi anni ’80 è presente in
rassegne e premi di pittura nazionali. Espone alla Galleria Ponte Rosso dal
1997, anno in cui è tra i cinque artisti vincitori nella seconda edizione
del Premio Carlo Dalla Zorza indetto dalla galleria. Nel 2002 è nuovamente
premiato nella IV edizione del Premio che ha visto proprio Elena Pontiggia
presidente di giuria. Ritrova ora, dopo oltre vent’anni, un artista maturo
ma sempre attivo sul fronte della ricerca e della sperimentazione,
internazionale dal punto di vista del linguaggio, contemporaneo ma sempre
profondamente legato al suo territorio.
