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Reliquato - Blu foglie, 2025, tecnica mista su tela 70x70

 






GALLERIA PONTE ROSSO

20121 - Milano via Brera 2
Tel. 02 86461053
E-mail:ponterosso@ponterosso.com
Corrispondenza: via Monte di Pietà 1/A
Orario di apertura:  15-19
 Al mattino su appuntamento
Chiuso domenica e lunedì 

MARCELLO MALANDUGNO
Memoria e sacralità della natura




Dal 4 al 27 settembre 2025

Inaugurazione sabato 6 settembre alle 18.30

Testo critico in catalogo e presentazione in galleria di ELENA PONTIGGIA
 
  
Dal 4 al 27 settembre la Galleria Ponte Rosso presenta la mostra di arte contemporanea dal titolo: Memoria e sacralità della natura, personale dell’artista Marcello Malandugno. Giovedì 4 settembre la mostra aprirà ufficialmente al pubblico (dalle 15 alle 19), l’inaugurazione con l’intervento critico di Elena Pontiggia, alla presenza dell’artista, è prevista per sabato 6 settembre alle ore 18.30. 

In questa nuova mostra personale alla Ponte Rosso l’artista presenta una selezione di opere (oli e tecniche miste) realizzate in anni recenti (numerose in questo 2025). Sono esposti i dipinti dei cicli pittorici a cui Malandugno dedica la sua ricerca artistica, come i Reliquati, le Offerte, i Totem, le Ipotesi di paesaggio e gli Oracoli, ampiamente rappresentati nel ricco catalogo che accompagna la mostra. 

Scrive Elena Pontiggia nella presentazione in catalogo:

 
(…) “la pittura di Marcello Malandugno ci invita, come poche altre, a osservare, per così dire, la quantità di memoria che si è depositata in un fossile, in una conchiglia, in una foglia. La natura non è allora, come pensavano gli impressionisti, qualcosa che si vede, ma qualcosa che si rivela. Tra i rami, le radici, le erbe, in una cava, in una torbiera, in un campo appare improvvisamente un lacerto di pelle, la cartilagine di una foglia, una reliquia vegetale che ci allontana dal tempo degli orologi e delle sveglie, e ci trasporta in territori dove il tempo ha una misura lenta, millenaria. E’ il tempo non del qui e ora, della concitazione ansiosa, delle agende e degli appuntamenti, ma è il tempo degli strati della crosta terrestre, delle forme di vita vissute migliaia di anni fa. E’ un tempo che si ferma perché, come diceva de Chirico citando Eraclito, “sulla grande curva dell'eternità il passato è uguale all'avvenire”.

Nei quadri di Malandugno i fossili e i fiori, il reperto geologico e il ramo di un arbusto sono rinchiusi nello stesso cerchio di ore immobili. Fossile, da “fodere”,"scavare”, è ciò che resta del mistero della natura e la pittura dell’artista ci invita a scoprirlo, anzi a sentirlo vivo come in un incantesimo. L’artista rappresenta, insomma, una natura antica, che riaffiora da una lontananza di secoli, e però ha l’immediatezza e la freschezza di un mattino recente.”  

Marcello Malandugno è nato a Nardò nel 1965 dove vive e lavora. Dai primi anni ’80 è presente in rassegne e premi di pittura nazionali. Espone alla Galleria Ponte Rosso dal 1997, anno in cui è tra i cinque artisti vincitori nella seconda edizione del Premio Carlo Dalla Zorza indetto dalla galleria. Nel 2002 è nuovamente premiato nella IV edizione del Premio che ha visto proprio Elena Pontiggia presidente di giuria. Ritrova ora, dopo oltre vent’anni, un artista maturo ma sempre attivo sul fronte della ricerca e della sperimentazione, internazionale dal punto di vista del linguaggio, contemporaneo ma sempre profondamente legato al suo territorio.


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