Ponte Rosso Galleria Virtuale

 

Agenda mostre Eventi esterni Artisti Premio CDZ

previoussuccessivo

rassegnapassata.gif (1586 byte)

            

Il pontile sul lago Fimon, 2015 olio su tela 50x60 
                                                                                            

              Vittorio Carradore
            
Pontile sul lago Fimon, 2015  -  olio su tela 50x60

              






                 
GALLERIA PONTE ROSSO
                  20121 - Milano via Brera 2
                  Tel./Fax 02/86461053
                  E-mail:ponterosso@ponterosso.com
                  Corrispondenza: via Monte di Pietà 1/A
                 Orario di apertura: 10-12.30  /  15.30-19
                
Chiusura: domenica  e lunedì 
                 Il 16 ottobre, ultima domenica della mostra, aperto dalle
                 15,30 alle 19

                    
Le evocanti cromie di 
VITTORIO CARRADORE




Dal 22 settembre al 16 ottobre 2016

Inaugurazione giovedì  22 settembre alle h 18

sabato 15 ottobre
GIORNATA DEL CONTEMPORANEO
apertura straordinaria fino alle ore 21


Sono esposti oltre trenta dipinti dell’artista veronese; i lavori più recenti e una selezione di dipinti dagli anni ’90 ad oggi.Il suo soggetto prevalente è il paesaggio naturale, tuttavia l’artista affronta anche i temi della natura morta, della composizione nell’interno e scene di vita quotidiana che interpreta in modo molto personale.

Vittorio Carradore
è nato a San Bonifacio, in provincia di Verona nel 1963. Si è avvicinato precocemente alla pittura, prima come autodidatta, poi frequentando i Corsi liberi presso l’Accademia Cignaroli della sua città dove, sotto la guida del Maestro Franco Patuzzi, ha continuato il suo percorso di ricerca dedicandosi sia allo studio del paesaggio che alla figura.
Risalgono ai primi anni ’80 le esposizioni in ambito locale, seguite poi da concorsi nazionali e mostre personali e collettive in diverse città italiane, capitali europee oltre a New York e Sidney fino a tornare nella sua città, nello scorso anno, con l’importante mostra personale al Palazzo della Gran Guardia.
L’artista espone alla Galleria Ponte Rosso dal 1995, anno della sua prima partecipazione al Premio di pittura Carlo Dalla Zorza, indetto dalla galleria. Nel 2012 Carradore ha vinto l’ottava edizione del Premio con il dipinto "Bottega a Collodi".


Tra le molte, anzi infinite cose che grandissima maraviglia mi porgono, [...] ve n'è una non picciola, anzi forse non minore di qualunque altra: il vedere ogni cosa distinta col suo proprio colore, dalla cui varietà prendono gli occhi infinita contentezza e diletto. 

       ludovico dolce, Dialogo della pittura (1557)

 È nella scia antica della pittura veneta che si sviluppa l’opera di Vittorio Carradore, quel medesimo solco da cui è germinato il più iridescente vestito della pittura italiana. Se in altre regioni il primato l’aveva il disegno perché sapeva scandire le forme dell’esistente, è in questa terra che si è trovato e visto il più affascinante vestito pittorico d’ogni forma. Ed è su questa strada che si innesta il decisivo contributo poetico dell’opera di Carradore, facendo dello strumento cromatico il persuasivo veicolo dei sentimenti che i suoi dipinti suscitano. Un colore che nelle sue tele è protagonista perché, da sempre, è il più avvincente strumento di seduzione artistica.

       Carradore non si accontenta della mimesi della natura, ma ci mostra quanto senso è nascosto nell’apparenza d’ogni cosa, e ce lo svela attraverso quel sorprendente vestito cromatico con cui “forma” l’aspetto dei suoi paesaggi o delle sue nature morte. Si, perché si tratta di una scansione luminosa e quindi cromatica dei piani e delle angolazioni che per diversa rifrazione formano l’immagine. Così, infatti, nelle riprese delle vedute del Lago di Fimon dove l’acqua diviene occasione per una festa espressiva dalla multiforme iridescenza, come nell’opera Pontile sul lago Fimon dove la nostra vista saltella, felicemente persa, sopra una superficie che abbandona la sterile verosimiglianza del liquido per farsi feconda, variegata e pura pittura.

E così ancora in Dintorni di Vestenanova, dove i turchini del cielo e l’azzurro dei monti, innestano un avvincente dialogo con i colori complementari degli aranci e dei verdi della terra, rivelando così in Carradore il possesso sicuro di una conoscenza della storia pittorica delle avanguardie degli ultimi due secoli. Carradore ne fa tesoro, a cominciare dalle tonalità dei Nabis, proseguendo per Cézanne, ed inoltrandosi quindi nella migliore tradizione figurativa dell’espressionismo europeo.

Ecco allora che l’opera di Carradore sviluppa quella cultura dell’immagine che, benché pretenda una fedeltà alla verosimiglianza ed una riconoscibilità di ambienti, oggetti e personaggi, sa però trasfigurarli nelle seducenti spoglie di una suntuosa ed appariscente cromia. L’artista sa investire il mondo che lo circonda di quella luce irripetibile come è quella che sgorga dalle tinte della propria pittura, sapendo così rappresentare la vita attraverso il più invitante e il più suadente degli inganni che i poeti sanno portare alla nostra ragione, mitigandone l’arroganza ed invitandoci così lungo i suadenti sentieri dei nostri sentimenti.

Carlo Adelio Galimberti

up