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Umberto Lilloni Albergo Luna, Venezia 1946   
                                                                                             

              Umberto Lilloni
 
Albergo Luna, Venezia, 1946  -  olio su tela 50x65

 

 

 

 

                
 
GALLERIA PONTE ROSSO
  20121 - Milano via Brera 2
  Tel./Fax 02/86461053
  E-mail:ponterosso@ponterosso.com
   Corrispondenza: via Monte di Pietà 1/A
  Orario di apertura: 10-12.30  /  15.30-19
 
Chiusura: domenica  e lunedì 
  L' 8 novembre, ultima domenica della mostra, aperto dalle
  15,30 alle 19

                    
UMBERTO LILLONI
e il Chiarismo lombardo



Dall'8 ottobre all'8 novembre 2015

La mostra è prorogata fino a sabato 21 novembre 2015 

Inaugurazione giovedì  8 ottobre alle h 18

E' una mostra retrospettiva dedicata a Umberto Lilloni, figura di primo piano fra gli artisti italiani del Novecento e certamente fra i più noti tra quelli proposti dalla Galleria Ponte Rosso. A Lilloni il fondatore della galleria Orlando Consonni aveva dedicato già nel 1963 un'importante monografia, prima di aprire la galleria in via Brera nel 1973. Sono esposti oltre venti importanti dipinti, in gran parte dedicati al paesaggio italiano (Milano, Venezia, la Brianza, il Lago di Como) realizzati fra gli anni trenta e gli anni sessanta. La mostra è arricchita da una selezione di opere di altri artisti che hanno fatto parte del gruppo dei Chiaristi lombardi: Angelo Del Bon, Francesco DeRocchi, Cristoforo De Amicis, Adriano Spilimbergo.

Scrive Elena Pontiggia (luglio 2015):

"Ottant'anni fa il critico Leonardo Borgese, recensendo la VI Mostra Sindacale Lombarda, individuava in alcuni artisti che esponevano in quella rassegna, una pittura chiara, una tendenza al "bianco leggero", e appunto un "chiarismo". Era nato il nome, ma la cosa c'era già da tempo. Il chiarismo infatti è stato un clima espressivo che si è definito a Milano verso il 1930 intorno al critico Edoardo Persico. I suoi protagonisti sono Angelo Del Bon, Francesco De Rocchi, Umberto Lilloni, Adriano Spilimbergo, Cristoforo De Amicis, a cui si aggiungono vari artisti, da Vernizzi a Padova, da Oreste Marini a Facciotto a molti altri, mentre punti di contatto - o di anticipazione - con la loro ricerca si colgono nel primo Birolli o in Broggini. Si trattava, in sostanza, di una pittura dai toni luminosi, senza chiaroscuro, spesso stesi su una base di bianco ancora umida, con ombre dipinte direttamente col colore. Al predominio dei volumi, su cui si era fondato il classicismo del "Novecento" di Sironi, sostituiva il predominio del colore. Creava così un mondo lieve, precario, instabile, che suggeriva soprattutto un sentimento di vulnerabilità. A distanza di ottant'anni da quel "battesimo", e in tempi come i nostri diversamente ma ugualmente vulnerabili (soprattutto nel campo dell'arte), questa mostra vuole ricordare Lilloni (Milano 1898-1980) e i protagonisti del chiarismo, accompagnandoli ben oltre la soglia degli anni trenta. Nella consapevolezza che il tempo della pittura, quando è vera pittura, è sempre il presente."

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