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                      Il pittore di Tropea 
                        in copertina:

                       Salvatore Mammoliti
                      
Il pittore di Tropea,  2014 olio su tela  cm 65x100                                                                                                 

                         GALLERIA PONTE ROSSO
                         20121 - Milano via Brera 2
                         Tel./Fax 02/86461053
                         E-mail:ponterosso@ponterosso.com
                         Corrispondenza: via Monte di Pietà 1/A
                         Orario di apertura: 10-12.30  /  15.30-19
                        
Chiusura: domenica  e lunedì
                     

  

SALVATORE MAMMOLITI 
"opere travestite da qualcos'altro"

Dal 23 aprile al 17 maggio 2015 

Inaugurazione giovedì 23 aprile alle h 18
presentazione di Flaminio Gualdoni

prefazione in catalogo di Carlo Cracco Chef e Presidente ASSOCIAZIONE MAESTRO MARTINO
 

Sono esposti venti dipinti ad olio, risultato della più recente ricerca pittorica dell’artista, dedicati al tema della natura morta. 

“ I want works to be disguised as something else (photos)… I accept the subject matter as a by-product of surface, sosteneva Malcolm Morley nella stagione fervida e controversa del Photorealism. Travestire la pittura da fotografia può essere una forma di abdicazione definitiva, estetica e di conseguenza etica, in cui un’intera identità disciplinare e di senso trascolora nella deriva del visibile nullificato. Oppure il contrario, la mise en abîme di ogni vincolo di pertinenza del pittorico al dovere del soggetto, di qualsiasi ragione esso sia portatore. Salvatore Mammoliti, che per generazione si è posto la questione del figurare pittorico quando ogni fiamma polemica si era finalmente affievolita, ha scelto non solo di riportare la questione nell’alveo del suo perimetro più squisitamente concettuale, ma di amplificarla in virtù del diverso intendimento - e della differente aspettativa - cui l’idea di fotografico va sempre più chiaramente assuefacendoci. In altri termini, ha deciso di esplorare la qualità e la tenuta delle ragioni del pittorico non solo nel rapporto storico con la convenzione di oggettività della fotografia, ma ha rilanciato mettendo in gioco anche le conquiste di specifica formatività che la fotografia ormai abitualmente pratica, la sua autonomia linguistica acclarata e accolta, la sua assertiva evidenza super-realistica e irrealistica.” (…) Flaminio Gualdoni 

“La Natura interpretata. Un pittore e un cuoco hanno molti aspetti in comune. Il primo fra tutti è la capacità di creare e inventare ma anche d’interpretare, attribuendo un significato nuovo a cose comuni che vengono riproposte in modo simbolico. L’artista gode di un privilegio, creare opere non scalfibili dal tempo. Il cuoco, al contrario, gode dell’ebbrezza dell’attimo, benché le sue creazioni attivino più sensi e stimolino ricordi e vissuti lontani. A differenza di altri artisti l’opera di Salvatore Mammoliti è paragonabile al lavoro di un grande cuoco. Le sue nature morte sanno interpretare il cibo con la maestria di uno chef che sorprende i suoi ospiti con forme, profumi e sapori unici. Il bianco che le circonda è il piatto su cui queste nuove forme raccontano una storia, con l’obiettivo di far vivere un’esperienza nuova.” (…)
Carlo Cracco

Salvatore Mammoliti nasce a Taurianova (Reggio Calabria). Si diploma all’Istituto Statale d’Arte di Palmi e all’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria. Dal 1985 vive a Ghedi (Brescia). Inizia ad esporre nel 1989. Alla Galleria Ponte Rosso espone dal 1996, anno in cui è selezionato fra i finalisti della prima edizione del premio di pittura Carlo Dalla Zorza.


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