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                  Silvio Sangiorgi, Distratta, 2015

              






                  
             

                    

 

 

 

 

 

                  GALLERIA PONTE ROSSO
                  20121 - Milano via Brera 2
                  Tel./Fax 02/86461053
                  E-mail:ponterosso@ponterosso.com
                  Corrispondenza: via Monte di Pietà 1/A
                 Orario di apertura: 10-12.30  /  15.30-19
                
Chiusura: domenica  e lunedì 

SILVIO SANGIORGI
  Piazze Corti Piste 
        Palcoscenici 




Dal 25 febbraio al 4 marzo 2017


Tutti i popoli, in tutte le epoche, hanno visto e sentito nell'intrattenitore la festa, la meraviglia, la gioia e lo stupore. Questa figura, nel senso più ampio e comprensivo, è stata chiamata mimo, giullare, ma altro non è che un contenitore di una moltitudine di unicità come acrobati, funamboli, saltatori, trampolieri, prestigiatori, imbonitori, domatori, lottatori, cantastorie, giocolieri, burattinai, contastorie, danzatori, saltimbanchi e molti altri. Questi uomini e donne hanno animato dapprima le piazze: luoghi d'incontro, pluralità e scoperta. Spostandosi tra crocicchi, aie e corti, hanno portato in mostra scherzi, canzoni, macchine, animali, segreti e per questo sono stati banditi, accusati e osteggiati da alcuni e ricercati, ingaggiati e spalleggiati da altri. Sulle tavole dei palcoscenici hanno rappresentato misteri, ludi e lazzi; nelle piste dei circhi scene di ripresa, entrée e numeri .Dunque, per raccontare questa storia occorrono: la piazza, lo spettacolo, il capolavoro e me travestito.


II progetto espositivo, racconta una storia che ha inizio molto tempo fa.

 Nel 476 d.C. cadde l'Impero Romano d'Occidente e scomparvero le numerose compagnie di attori della scena (scaenici). Sopravvissero uomini e donne girovaghi denominati genericamente mimi, histriones, scurrae e più diffusamente joculator (da cui il termine giullare). Costoro si esibivano in piazze, giostre, banchetti e in tutte le occasioni utili a guadagnare qualche moneta o un po' di cibo. Il giullare era il conoscitore dell'intrattenimento possedendo assieme numerose capacità: musico, cantastorie, ballerino, acrobata, giocoliere, ma a prescindere dalle sue specializzazioni, una qualità su tutte doveva dominare, l'abilità di stupire. 

A metà del '500 una nuova produzione vivace, indeterminata e irrequieta animò i palcoscenici sia ricchi che poveri, era la Commedia dell'arte. Persone di diversa provenienza sociale si riuniscono dando vita a spettacoli eseguiti da professionisti. Questa Commedia, dal carattere nuovo, non imita ma rinnova l'unicità che unisce tutte le forme di spettacolo di ogni tempo, l'Uomo: santo e profano, vivo e morto, magico e reale, pacifico e battagliero, confondendo il ridicolo con il serio. 

Nella seconda metà del '700 una mescolanza di generi spettacolari assumerà la definizione di Circo moderno. 
Un contenitore dal contenuto proteiforme dove si agita la creatività dei clown. Virtuosismi di corpo di trapezisti, acrobati, contorsionisti, equilibristi e funamboli. Delicati e precisi movimenti di ballerini, illusionisti, trasformisti, giocolieri e lanciateri di coltelli. Domatori, trampolieri, mangiatori di fuoco, burattinai, prestigiatori, lottatori, mimi e ancora e ancora, sono la prima forma di spettacolo popolare dal vivo cui assiste un essere umano.

                                                             Silvio Sangiorgi


    

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